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Giulio Morelli

Radiazioni ottiche artificiali: rischi e tutela oculare

In sintesi

Le radiazioni ottiche artificiali (ROA) — ultravioletto, luce visibile intensa, infrarosso e laser generati da sorgenti non naturali — possono danneggiare occhi e cute in pochi secondi di esposizione: il "colpo d'arco" del saldatore ne è l'esempio più noto.

di Giulio Morelli·5 min read·

Le radiazioni ottiche artificiali (ROA) — ultravioletto, luce visibile intensa, infrarosso e laser generati da sorgenti non naturali — possono danneggiare occhi e cute in pochi secondi di esposizione: il "colpo d'arco" del saldatore ne è l'esempio più noto. Il D.Lgs 81/08 le disciplina nel Titolo VIII, Capo V, imponendo al datore di lavoro di valutare l'esposizione, rispettare i valori limite e proteggere i lavoratori con misure tecniche, organizzative e DPI adeguati. Chi svolge anche il ruolo di RSPP deve saper riconoscere le sorgenti critiche presenti in azienda, che sono più numerose di quanto si pensi.

Punti chiave#

  • Le ROA comprendono UV, visibile ad alta intensità, infrarosso e laser: sorgenti tipiche sono saldatura, forni, lampade germicide, laser di lavorazione e medicali.
  • I danni principali colpiscono l'occhio (fotocheratite, danni retinici, cataratta da IR) e la cute (eritemi, ustioni, invecchiamento cutaneo da UV).
  • La valutazione rientra negli obblighi sugli agenti fisici e va documentata nel DVR, con aggiornamento periodico previsto dalla norma.
  • Le misure seguono la gerarchia classica: schermare la sorgente, organizzare il lavoro, e solo alla fine i DPI (occhiali e filtri con marcatura CE adeguata).
  • Per gli esposti oltre i valori d'azione scatta la sorveglianza sanitaria con attenzione a occhi e cute.

Le sorgenti ROA che trovi in azienda (e quelle che non ti aspetti)#

Il censimento delle sorgenti è il primo passo della valutazione, e conviene farlo con occhio largo:

  • Saldatura ad arco e ossitaglio: la sorgente ROA più diffusa nelle officine; emette UV, visibile e IR insieme.
  • Forni e colate: vetro, ceramica, fonderie — l'infrarosso ad alta intensità è il rischio storico della cataratta "dei vetrai".
  • Laser: marcatura, taglio, misura, estetica e medicale; la classe del laser (indicata dal costruttore) guida le misure necessarie.
  • Lampade UV: polimerizzazione di vernici e resine, sterilizzazione, controlli non distruttivi, lampade germicide.
  • Illuminazione tecnica: fari e proiettori ad alta intensità in studi, spettacoli, controlli qualità.

Molte sorgenti "minori" — la lampada UV del centro estetico, il faretto della postazione di controllo — sfuggono ai censimenti frettolosi, e sono proprio quelle che gli organi di vigilanza trovano non valutate.

Come si valuta l'esposizione senza complicarsi la vita#

La norma consente un approccio proporzionato. Per le sorgenti dichiarate sicure dal costruttore o intrinsecamente trascurabili (illuminazione ordinaria conforme, schermi), la valutazione si chiude con una giustificazione documentata nel DVR. Per le sorgenti significative si procede con i dati tecnici del costruttore, le banche dati di settore o, nei casi complessi, con misurazioni strumentali affidate a personale competente, confrontando i risultati con i valori limite dell'allegato al Titolo VIII.

Tre indicazioni pratiche per il datore di lavoro RSPP. Primo: parti dalle schede tecniche — per laser e lampade UV il costruttore dichiara classe ed emissioni, e spesso basta quello. Secondo: valuta anche gli esposti "indiretti", come il collega che lavora accanto alla postazione di saldatura senza schermature. Terzo: ricorda che la valutazione va aggiornata secondo la periodicità prevista per gli agenti fisici e a ogni cambio di macchina o layout.

Proteggere gli occhi: gerarchia delle misure e DPI#

L'errore ricorrente è partire dagli occhiali. La sequenza corretta è l'inversa:

  1. Misure tecniche: schermi e tende di saldatura, cabine, interblocchi sui laser, filtri alle sorgenti — impediscono l'esposizione anche dei passanti.
  2. Misure organizzative: distanze di sicurezza, delimitazione e segnalazione delle aree, riduzione dei tempi di esposizione, divieto di accesso ai non addetti.
  3. DPI: occhiali e visiere con filtri specifici per il tipo di radiazione e marcatura CE, scelti in base alla sorgente — il filtro da saldatore non protegge dal laser, e viceversa. Per la cute: indumenti coprenti e guanti adeguati.

A completare il quadro, formazione e informazione dei lavoratori esposti (i percorsi sono nella pagina dei corsi) e sorveglianza sanitaria per chi supera i valori d'azione, con controlli mirati a occhi e cute gestiti dal medico competente nell'ambito della medicina del lavoro.

Domande frequenti#

La luce del sole rientra nelle radiazioni ottiche artificiali? No: la radiazione solare è naturale e non rientra nel Capo V del Titolo VIII. L'esposizione solare dei lavoratori all'aperto va comunque considerata nella valutazione dei rischi generale, come rischio distinto, con misure quali ombreggiature, organizzazione degli orari e protezioni.

Cos'è il "colpo d'arco" e cosa fare se succede? È la fotocheratite causata dagli UV della saldatura: dolore intenso, sensazione di sabbia negli occhi e lacrimazione che compaiono alcune ore dopo l'esposizione. Di solito si risolve in un paio di giorni, ma serve valutazione medica; l'episodio va inoltre registrato e deve far scattare la revisione delle protezioni.

Chi lavora con laser di bassa potenza deve essere valutato? Sì, ma in modo proporzionato: per i laser di classe inferiore la giustificazione basata sulla classificazione del costruttore è generalmente sufficiente. Le classi superiori richiedono misure dedicate — delimitazioni, interblocchi, occhiali specifici — e procedure scritte di utilizzo.

Gli occhiali da saldatore valgono anche per le lampade UV? No. Ogni filtro protegge da bande di radiazione specifiche: i DPI vanno scelti in funzione della sorgente, verificando marcatura e grado di protezione dichiarati dal fabbricante. Usare il DPI sbagliato dà una falsa sicurezza peggiore dell'assenza di protezione percepita.

Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Nelle carpenterie il problema non è quasi mai il saldatore, che i suoi filtri li conosce: è l'apprendista o il carrellista che passa dietro la postazione senza tende di separazione. Quando faccio il sopralluogo, la prima cosa che guardo sono gli schermi tra le postazioni — costano poco e tolgono di mezzo la maggior parte delle esposizioni accidentali.

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