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Corso per Addetti alle Pulizie: formazione e sicurezza
Anche gli addetti alle pulizie devono ricevere la formazione obbligatoria prevista dall'art. 37 del D.Lgs 81/08 e dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011: 4 ore di formazione generale più una formazione specifica di 4, 8 o 12 ore in base alla classe di rischio dell'azienda,…
Anche gli addetti alle pulizie devono ricevere la formazione obbligatoria prevista dall'art. 37 del D.Lgs 81/08 e dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011: 4 ore di formazione generale più una formazione specifica di 4, 8 o 12 ore in base alla classe di rischio dell'azienda, con aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni. È un settore che sembra a basso rischio e non lo è: chimico, biologico, movimentazione dei carichi, scivolamenti e lavoro in appalto presso sedi altrui compongono un profilo di rischio tutt'altro che banale.
Punti chiave#
- Formazione obbligatoria: 4 ore generali + formazione specifica secondo la classe di rischio ATECO (4, 8 o 12 ore), aggiornamento quinquennale di 6 ore.
- Il rischio chimico è il protagonista: detergenti, disinfettanti e le miscelazioni improvvisate che generano vapori pericolosi.
- Nei contesti sanitari e nei servizi igienici il rischio biologico va valutato e coperto da formazione e DPI adeguati.
- Chi lavora in appalto presso clienti deve conoscere anche i rischi delle sedi altrui: è la funzione del DUVRI.
- Movimenti ripetitivi, posture e movimentazione di carichi richiedono valutazione ergonomica e, spesso, sorveglianza sanitaria.
Un lavoro sottovalutato con rischi molto concreti#
Il luogo comune vuole le pulizie come mansione "leggera". I dati infortunistici e le malattie professionali del comparto dicono altro. Gli scivolamenti su pavimenti bagnati — spesso proprio quelli appena lavati — producono cadute con esiti seri. I prodotti chimici usati ogni giorno, se miscelati male, sviluppano reazioni pericolose: il caso classico è candeggina e anticalcare, che liberano vapori tossici. Le pulizie in ambienti sanitari o nei servizi igienici espongono ad agenti biologici. E il corpo paga il conto dei movimenti ripetitivi: spalle, polsi e schiena sono le sedi tipiche delle patologie da sovraccarico del settore.
A questo si aggiunge una caratteristica organizzativa che complica la prevenzione: gli addetti lavorano quasi sempre fuori dalla sede del proprio datore di lavoro, spesso in orari in cui gli edifici sono vuoti, talvolta da soli.
La formazione prevista: ore, contenuti, aggiornamento#
Il percorso segue l'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011. La formazione generale (4 ore) copre concetti di rischio, danno, prevenzione, organizzazione aziendale della sicurezza, diritti e doveri. La formazione specifica — 4, 8 o 12 ore secondo la classe di rischio individuata dal codice ATECO e dalla valutazione dei rischi — deve trattare i rischi reali della mansione:
- rischio chimico: etichettatura CLP, schede di sicurezza, dosaggi, divieto di miscelazione, travasi corretti;
- rischio biologico dove presente: procedure, DPI, igiene delle mani;
- scivolamenti e cadute: segnaletica "pavimento bagnato", organizzazione delle zone di lavoro;
- movimentazione dei carichi e movimenti ripetitivi: tecniche e ausili;
- attrezzature: monospazzole, lavasciuga, aspiratori e loro sicurezza elettrica;
- lavoro in quota di modesta entità: uso corretto di scale portatili.
L'aggiornamento è di 6 ore ogni cinque anni. E se l'addetto usa attrezzature particolari o DPI specifici, si aggiunge l'addestramento pratico previsto dagli artt. 73 e 77 del D.Lgs 81/08.
Appalti di pulizia: il nodo del DUVRI#
La maggior parte degli addetti opera in appalto presso condomini, uffici, scuole, strutture sanitarie. Qui scatta l'art. 26 del D.Lgs 81/08: il committente deve verificare l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa di pulizie, informarla sui rischi specifici dei propri ambienti e, dove necessario, redigere il DUVRI per gestire i rischi da interferenza — l'addetto che lava le scale mentre i dipendenti del cliente le percorrono è l'interferenza per antonomasia.
Per l'impresa di pulizie questo significa che la formazione dei propri addetti deve includere anche le procedure concordate con i clienti: orari, aree interdette, prodotti ammessi, gestione delle emergenze nelle sedi altrui. Un DVR ben fatto per un'impresa di pulizie ragiona per sedi e mansioni, non per astrazioni.
Sorveglianza sanitaria e DPI: gli altri due pilastri#
La valutazione dei rischi determina se gli addetti vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria: movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, rischio chimico e biologico e lavoro notturno sono i fattori che tipicamente la attivano. Il protocollo lo definisce il medico competente nell'ambito della medicina del lavoro.
Sul fronte DPI, la dotazione tipica comprende guanti resistenti agli agenti chimici, calzature antiscivolo, occhiali per i travasi e, in contesti specifici, protezioni respiratorie. Due regole pratiche: i guanti monouso non sono adatti a tutti i prodotti, e ogni DPI consegnato senza istruzioni d'uso è un adempimento a metà.
Domande frequenti#
Quante ore di formazione servono per un addetto alle pulizie? La formazione base prevede 4 ore generali più la formazione specifica di 4, 8 o 12 ore secondo la classe di rischio dell'azienda, come da Accordo Stato-Regioni 21/12/2011. L'aggiornamento è di 6 ore ogni cinque anni. Si aggiungono gli addestramenti su attrezzature e DPI dove necessari.
Il corso vale se l'addetto cambia impresa di pulizie? La formazione segue il lavoratore e resta valida per i contenuti già erogati, ma il nuovo datore di lavoro deve integrare la formazione specifica sui rischi propri della nuova organizzazione e delle nuove sedi di lavoro, oltre a fornire l'informazione prevista dall'art. 36.
Gli addetti alle pulizie devono fare la visita medica? Dipende dalla valutazione dei rischi: se emergono movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, agenti chimici o biologici oltre le soglie di rilevanza, o lavoro notturno, scatta la sorveglianza sanitaria con visite periodiche secondo il protocollo del medico competente.
Chi pulisce in una struttura sanitaria ha obblighi in più? Sì, sul piano sostanziale: il rischio biologico va valutato specificamente, con procedure, vaccinazioni eventualmente raccomandate, DPI dedicati e formazione mirata. Le procedure della struttura ospitante integrano quelle dell'impresa: il coordinamento ex art. 26 qui è decisivo.
Serve il DUVRI per l'impresa di pulizie in un condominio? Quando il condominio è committente di lavori o servizi con possibili interferenze, l'art. 26 si applica secondo le indicazioni vigenti per i condomini con o senza dipendenti. Nella pratica, l'impresa strutturata predispone la documentazione di coordinamento e la propone al committente: è anche un segnale di serietà commerciale.
Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Nei sopralluoghi presso le imprese di pulizie apro sempre il carrello degli addetti: se trovo flaconi anonimi riempiti a occhio da taniche senza etichetta, so che la formazione sul rischio chimico è rimasta teoria. Etichettare ogni contenitore di travaso e tenere le schede di sicurezza a bordo carrello sono le due abitudini che chiedo di costruire per prime: costano zero e prevengono gli incidenti più frequenti del settore.
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