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Giulio Morelli

Addetto al primo soccorso: compiti, nomina e formazione

In sintesi

Un collega si accascia in reparto: nei minuti che precedono l'arrivo del 118 conta una sola cosa, che in azienda ci sia qualcuno che sa cosa fare. Quel qualcuno è l'addetto al primo soccorso: un lavoratore designato dal datore di lavoro ai sensi dell'art.

di Giulio Morelli·6 min read·

Un collega si accascia in reparto: nei minuti che precedono l'arrivo del 118 conta una sola cosa, che in azienda ci sia qualcuno che sa cosa fare. Quel qualcuno è l'addetto al primo soccorso: un lavoratore designato dal datore di lavoro ai sensi dell'art. 18 del D.Lgs 81/08, formato secondo il DM 388/2003 e presente in ogni turno di lavoro. La designazione è obbligatoria in tutte le aziende, anche con un solo dipendente.

Punti chiave#

  • L'addetto al primo soccorso è una figura obbligatoria: la nomina spetta al datore di lavoro e il lavoratore non può rifiutarla se non per giustificato motivo.
  • Il corso dura 16 ore per le aziende del gruppo A e 12 ore per i gruppi B e C, con aggiornamento triennale sulla parte pratica.
  • Il numero di addetti deve coprire tutti i turni, le sedi e le assenze: uno solo, quasi sempre, non basta.
  • L'addetto non sostituisce il 118: gestisce l'allarme, protegge l'infortunato e attua le prime misure in attesa dei soccorsi.
  • Cassetta di pronto soccorso o pacchetto di medicazione e mezzi di comunicazione con l'esterno completano l'organizzazione dell'emergenza.

Cosa fa concretamente l'addetto nei primi minuti#

Il compito dell'addetto non è "fare il medico", ma governare la catena della sopravvivenza aziendale: valutare la scena e metterla in sicurezza, riconoscere la gravità dell'evento, allertare il 118 comunicando dati corretti (luogo, dinamica, condizioni dell'infortunato), praticare le manovre di base apprese nel corso — posizione laterale di sicurezza, rianimazione cardiopolmonare, gestione di emorragie e ustioni — ed evitare gli errori classici, come spostare un traumatizzato senza necessità.

C'è poi un ruolo organizzativo che spesso si dimentica: conoscere la posizione della cassetta di primo soccorso, verificarne periodicamente il contenuto, sapere chi accoglie l'ambulanza al cancello. Sono dettagli che nella concitazione fanno la differenza tra un intervento fluido e minuti persi.

Gruppi A, B e C: come cambia la formazione con il DM 388/2003#

Il DM 388/2003 classifica le aziende in tre gruppi in base ad attività, dimensione e indici infortunistici:

  • Gruppo A: attività industriali a maggior rischio (ad esempio quelle soggette a obblighi particolari, centrali, cave e miniere), aziende agricole e altre realtà con specifici indici INAIL. Corso di 16 ore.
  • Gruppo B: aziende con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Corso di 12 ore.
  • Gruppo C: aziende con meno di tre lavoratori. Corso di 12 ore.

In tutti i casi il percorso comprende una parte teorica e una parte pratica su manichino, e si chiude con l'aggiornamento triennale dedicato alle capacità di intervento pratico. L'appartenenza al gruppo va dichiarata e incrociata con la valutazione dei rischi: un'azienda che sbaglia gruppo eroga una formazione più corta del dovuto, e l'attestato non copre.

Per capire scadenze e contenuti del rinnovo triennale è utile la guida dedicata all'aggiornamento dell'addetto al primo soccorso.

Quanti addetti servono e chi conviene nominare#

La norma non fissa un numero minimo: chiede che il servizio sia effettivo. Il criterio pratico che uso nelle aziende è questo: almeno un addetto formato presente per ogni turno, per ogni sede e per ogni squadra che lavora isolata, più una riserva per ferie e malattie. In un capannone su due turni con dieci persone significa, realisticamente, tre o quattro addetti.

Sulla scelta delle persone, meglio privilegiare chi è stabilmente presente (non il commerciale sempre fuori sede), chi mantiene la calma e chi ha voglia di ricoprire il ruolo: la designazione può essere imposta, ma un addetto motivato si allena e ricorda, uno riluttante dimentica tutto dopo sei mesi. La nomina va formalizzata per iscritto e comunicata a tutto il personale, insieme alle modalità di allarme interno. Nei contesti con sorveglianza sanitaria attiva, coordinarsi con il medico competente aiuta a calibrare presidi e procedure sulle patologie realmente presenti in azienda.

Errori tipici che emergono nelle verifiche#

  • Un solo addetto per tutta l'azienda, che nel turno di notte o in ferie lascia lo stabilimento scoperto.
  • Attestati scaduti: l'aggiornamento triennale slitta "a data da destinarsi" e intanto la copertura formale decade.
  • Cassetta di primo soccorso vuota o scaduta: il DM 388/2003 ne definisce il contenuto minimo, che va reintegrato dopo ogni uso.
  • Nessuna prova d'emergenza: la procedura esiste sulla carta ma nessuno ha mai simulato una chiamata al 118 o l'accoglienza dell'ambulanza.
  • Confusione con l'antincendio: sono due designazioni e due corsi distinti; la stessa persona può ricoprirli entrambi, ma servono entrambi gli attestati.

Domande frequenti#

L'addetto al primo soccorso può rifiutare la nomina?#

No, salvo giustificato motivo (ad esempio condizioni di salute incompatibili documentate). Lo prevede l'art. 43 del D.Lgs 81/08 per gli addetti alle emergenze. Il datore di lavoro deve però garantire formazione adeguata e mezzi idonei: la designazione senza corso non è una nomina, è una scopertura.

Il datore di lavoro può fare da sé l'addetto al primo soccorso?#

Sì, nelle piccole imprese il datore di lavoro può svolgere direttamente l'incarico, frequentando il corso previsto per il proprio gruppo e i relativi aggiornamenti. Resta l'obbligo di garantire la presenza di un addetto in ogni turno: se il titolare non è sempre presente, servono altri designati.

Che responsabilità ha l'addetto se l'intervento non riesce?#

L'addetto che interviene secondo la formazione ricevuta e con la diligenza ordinaria non risponde dell'esito infausto: non è un sanitario e la legge non gli chiede risultati, ma comportamenti corretti. Le responsabilità sorgono semmai per omissioni gravi o per manovre palesemente estranee a quanto appreso nel corso.

Ogni quanto va rinnovata la formazione?#

L'aggiornamento è triennale e riguarda in particolare la capacità di intervento pratico. Conviene calendarizzarlo alla scadenza esatta dei tre anni dall'attestato precedente, senza attendere: un addetto con attestato scaduto equivale, per l'organo di vigilanza, a un addetto non formato.

Cosa deve esserci in azienda oltre all'addetto?#

Cassetta di pronto soccorso (aziende dei gruppi A e B) o pacchetto di medicazione (gruppo C), un mezzo idoneo per allertare rapidamente il 118 e una procedura di emergenza scritta e conosciuta. Nei luoghi con rischi particolari il contenuto dei presidi va integrato su indicazione del medico competente.

Nota dell'esperto — Giulio Morelli. Nelle prove di emergenza che organizzo in azienda, il punto debole non sono quasi mai le manovre: è la chiamata al 118. Indirizzo impreciso, nessuno al cancello, ambulanza che gira nel piazzale. Dedico sempre mezz'ora della formazione a simulare la telefonata: è la parte che salva più tempo, e il tempo è la variabile che salva le persone.

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